
IL NOSTRO PRESENTE. IL LORO PASSATO.
ARCHEOLOGIA DEL FUTURO
Un giorno, qualcuno potrebbe ritrovare ciò che oggi scegli di indossare.
Potrebbe riconoscere il metallo, osservare una figura, seguire con le dita un’incisione. E domandarsi chi fossi. Perché avessi scelto proprio quel simbolo. Quale storia portassi con te.
Da questa possibilità nasce l’Archeologia del Futuro di DECEM: il concetto artistico con cui immagino le mie creazioni, realizzate oggi a Venezia, come testimonianze capaci di attraversare il tempo.
— Paolo Grillo

PRIMA DEL REPERTO,
LA VITA
Ogni opera nasce nel presente.
La scolpisco per essere indossata, per incontrare una persona e diventare parte della sua identità. Un mito può esprimere una forza che riconosci in te. Un volto può custodire un ricordo. Un simbolo può dare forma a qualcosa che senti, anche quando le parole non bastano.
Poi comincia un’altra storia.
Quella dei luoghi in cui la porterai. Delle persone che la vedranno. Dei gesti che ripeterai indossandola.
È attraverso questa vita che un oggetto comincia a custodire memoria.
CHE COSA RESTERÀ
DI NOI?
Immagina una mano diversa dalla tua, in un tempo lontano.
Davanti a sé ha la stessa opera. Di te, forse, non conosce il nome. Eppure qualcosa è rimasto: una scelta, un’immagine, una presenza affidata al metallo.
Chi la osserva prova a ricostruire un significato.
Quel teschio parlava della morte, del coraggio o della volontà di vivere? Quella figura era una protezione, un’appartenenza, un ricordo?
L’oggetto è ancora lì. Le risposte devono essere cercate.


LA MATERIA CUSTODISCE.
I SIMBOLI TRASMETTONO.
L’oro e l’argento hanno un valore materiale. Quando prendono la forma di un’opera, custodiscono anche un pensiero.
Una figura scolpita racconta ciò che una cultura osservava, temeva, desiderava. Rivela quali immagini sceglievamo per rappresentarci e a quali storie affidavamo una parte di noi.
Nella mia visione, il valore dell’opera comprende questa possibilità: continuare a suscitare domande, anche quando il contesto in cui è nata sarà lontano.
La materia può sopravvivere. Il significato può viaggiare, trasformarsi, essere riscoperto.

LA MATERIA PUÒ SOPRAVVIVERE.
IL SIGNIFICATO PUÒ ESSERE RISCOPERTO.
RELICTA.
ALLA RICERCA DELLA MEMORIA.
Questa visione trova un’estensione in RELICTA, l’universo narrativo che sto sviluppando intorno alla memoria e al ritrovamento.
In un futuro remoto, segnato dalla perdita di gran parte delle conoscenze del passato, la città fortificata di Minngard raccoglie e studia le testimonianze sopravvissute. Tra queste, gli oggetti in metallo prezioso custodiscono un doppio valore: quello della materia e quello delle conoscenze che possono restituire.
Le schede archeologiche DECEM adottano lo sguardo di questi ricercatori immaginari.
Osservano le opere, ne registrano le caratteristiche e formulano ipotesi sui loro significati. Attraverso un reperto cercano le persone che lo hanno creato, scelto e indossato.


ANCHE TU ENTRI
NELLA SUA STORIA.
Quando scegli un’opera DECEM, la sua storia incontra la tua.
Il simbolo nasce da una mia visione. Il significato che assumerà nella tua vita appartiene a te.
Forse rimarrà con te. Forse passerà a qualcuno. Forse, un giorno, verrà osservata da una persona che proverà a immaginare chi eri.
